Milone di Crotone, pazienza e attenzione

La storia di Milone di Crotone si colloca nel 500 d.c. e narra la straordinaria forza di questo pluri dominatore delle olimpiadi nonché eroe di guerra e di altre imprese leggendarie.

Il segreto di tale potenza pare fosse dovuto alla sua particolare tecnica di allenamento che consisteva nel portare tutti i giorni sulle spalla un vitello. Man mano che il vitello cresceva anche la forza di Milone si sviluppava fino a che un giorno non fu in grado di sollevare un Toro.

Mi piace questa storia perché è indicativa e mi fa capire ciò che più influenza un risultato nel nostro lavoro:

  1. Costanza
  2. Estrema gradualità.

Applicando questi principi al lavoro con i nostri amici a quattro zampe vediamo quali sono le derivanti:

Siamo abituati a chiedere gradualmente che il cane esegua un dato esercizio ma, vi assicuro, facciamo fatica ad immaginare le decine di step necessari per arrivare dall’ esercizio iniziale a quello finale:

Esempio del RESTA:

Di norma la gradualità consiste nell’incrementare la difficoltà allontanandosi sempre di più per un maggior tempo e poi inserire la difficoltà dell’altro cane presente (o altra distrazione)

Quello che voglio proporvi è invece di pensare alle difficoltà in maniera quantistica e cioè andarle a scomporre in frammenti ancora più piccoli.

La risultante è la seguente:

localizziamo tre difficoltà (quindi è come se fossero tre esercizi diversi e non uno cioè il RESTA):

  1. Il tempo: il cane deve abituarsi a rimanere fermo per un determinato tempo (mettiamo un minuto)
  2. La distanza: il cane deve stare fermo nonostante noi siamo lontani da lui (mettiamo 20 metri)
  3. La distrazione: il cane deve rimanere concentrato e non muoversi anche se accanto a lui (mettiamo a 3 metri) c’è un altro cane.

La conclusione è che il nostro lavoro dovrà essere diviso in tre esercizi ben distinti Nel primo esercizio staremo di fronte al cane a circa un metro e ogni giorno aumenteremo esclusivamente il tempo di attesa (partiamo da due secondi e premiamo, poi 3, 4, 5 ecc.. fino ad arrivare ai nostri 60 secondi).

Esercizio 1, stiamo sempre molto vicini ma aumentiamo il tempo

Nel secondo esercizio cercheremo di essere molto veloci (quindi non ci sono tempi di attesa né tantomeno distrazioni) lasciando il cane in RESTA e allontanandoci di 2 metri, poi 3, 4, 5 ecc.. fino ad arrivare a 20 metri ma tornando immediatamente dal cane (quindi una volta raggiunto il punto stabilito non ci fermiamo ma torniamo immediatamente a premiare il nostro amico)

Esercizio 2, ci allontaniamo ma ritorniamo immediatamente

Il terzo esercizio avrà come unica difficoltà la presenza di un altro cane ma noi saremo ad un metro dall’allievo e la durata del RESTA sarà brevissima. L’unica cosa che incrementeremo é la vicinanza dell’altro cane. (Quindi partiremo con la distrazione a 10 metri, poi 9, 8, 7 ecc… fino a raggiungere i 3 metri)

Esercizio 3, inseriamo la distrazione per poco tempo e rimaniamo sempre vicini

I tempi per raggiungere ciascuno dei singoli obiettivi variano a seconda del cane ma, in linea di massima più ci mettete meglio è. Il mio consiglio è di lavorarci per un mese tutti i giorni.

Quando i tre esercizi saranno completi e quindi avrete raggiunto i singoli obiettivi:

  1. Senza distrazioni presenti, stando ad un metro dal cane riesce a stare in RESTA per un minuto.
  2. Senza distrazioni presenti, lasciamo il cane in RESTA e raggiungiamo un punto posto a venti metri da lui tornando immediatamente dal cane che sarà rimasto lì ad attenderci.
  3. Con un cane a tre metri da noi, lasciamo il nostro cane in RESTA e ci posizioniamo ad un metro da lui tornando dopo due o tre secondi in posizione e premiandolo

Allora potremmo passare all’esercizio completo finale mettendo assieme i tre elementi.

Avremmo sviluppato (noi) Pazienza e Attenzione.

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