Razze Pericolose!

C’era una volta un lupo cattivo che passava le sue giornate a pianificare come mangiarsi CAPPUCCETTO ROSSO, I TRE PORCELLINI E PIERINO. Non contento della sua attività limitata decise di mettersi anche a caccia di PINOCCHIO, LA SIRENETTA E BEEP BEEP.

In seguito, si narra, dichiarò guerra alla Corea, affondò un paio di petroliere e sciolse i ghiacciai del polo.

Facciamo finta, per un attimo, di essere il primo uomo al quale è balenata la splendida idea di addomesticare il lupo.

Non credo avesse in mente di arrivare alla selezione di centinaia di razze, ognuna delle quali con caratteristiche psico fisiche e compiti così specifici, ma di sicuro la sua prima esigenza fu di rendere docile un animale che, così a spanne, non ci avrebbe pensato due volte a divorarlo e condividere parte del pasto con i suoi simili a quattro zampe.

Probabilmente dopo la prima aggressione sarà tornato a casa (caverna) e si sarà sfogato con sua moglie:

-” quel brutto bastardo, guarda come mi ha ridotto le braccia, non lo voglio più vedere attorno alla caverna”-

-” ma poverino!! lo sai che non è cattivo… probabilmente si sarà spaventato. Ti ho detto mille volte di non avvicinarti a lui grugnendo!! E lo sai che se arrivi di soppiatto si spaventa e ti stacca le dita!!

Alla replica della moglie il nostro antenato decise di risolvere la situazione e il giorno successivo si recò dal DOMATORE (la qualifica educatore cinofilo fu creata qualche secolo dopo) il quale, con molta pazienza e minuzia di particolari gli spiegò come risolvere la situazione (tenendosi ad opportuna distanza dal lupo). La terapia di base prevedeva di accertarsi giornalmente che il lupo potesse “esprimersi” e di non bloccarlo assolutamente anche se gli avesse ringhiato o avesse provato a morderlo. -” se gli lasci fare quello che vuole vedrai che non ti assalirà più” – furono le parole del domatore.

In effetti per i primi giorni la terapia funzionò perfettamente e l’ uomo non fu vittima di attacchi ma, a distanza di una settimana la situazione precipitò quando, rientrando la sera a casa (sempre caverna) si ritrovò il lupo comodamente sdraiato sul suo divano. Come fece per allontanarlo questi gli si avventò contro sfogando tutta la sua ferocia.

Il giorno successivo, sempre più determinato a risolvere la situazione, ritornò dal DOMATORE che rimase alquanto perplesso dal fallimento della terapia. Probabilmente il caso era più grave di quanto pensasse e quindi non restava altro che la terapia farmacologica. Fece prontamente la ricetta al nostro disperato amico il quale si recò prontamente dallo Stregone che preparò una mistura seguendo attentamente le indicazioni del DOMATORE.

Tornato a casa con la sua portentosa pozione si accorse però che non gli erano state date indicazioni su come procedere nella somministrazione in quanto il lupo, a prima vista, non sembrava molto intenzionato a bere quell’intruglio. Grazie all’intelligenza già all’epoca superiore rispetto a quella dell’animale architettò uno stratagemma per versare la pozione nella bocca del lupo.

Per farla breve…non funzionò. Le braccia, il petto e un ginocchio del nostro antenato furono maciullati ripetutamente e l’uomo passò le successive due settimane in ospedale (all’epoca non era propriamente chiamato così visto che altro non era che un lettino accanto alla capanna dello stregone).

Dopo una pronta e completa guarigione l’uomo tornò a casa e informò la moglie che sarebbe partito per una settimana esplorativa nella foresta e che avrebbe portato con se il lupo.

Partirono assieme e quando ritornarono il Lupo si era trasformato in un amorevole e dolce animale da compagnia.

Purtroppo quello che successe in quella settimana nessuno lo sa.