Il Bassotto entra nella tua vita con la sicurezza di qualcuno che possiede informazioni riservate sull’universo.
E probabilmente è vero.
C’è qualcosa nel suo modo di osservare il mondo che lo rende diverso da molti altri cani. Il Bassotto sembra studiare ogni situazione prima di decidere quanto sia opportuno collaborare, intervenire oppure lasciarti continuare a sbagliare da solo.
È lucido, indipendente e perfettamente capace di prendere decisioni autonome senza sentire il bisogno di consultare il proprietario ogni trenta secondi.
In altre parole, il Bassotto pensa.
Valuta le persone, riconosce rapidamente le abitudini della famiglia e individua con precisione quasi scientifica punti deboli, incoerenze e rituali domestici.
Poi sviluppa una convinzione piuttosto semplice:
se nessuno sembra sapere davvero cosa fare, tanto vale pensarci lui.
Ed è proprio qui che comincia il vero rapporto con un Bassotto.
Il carattere del Bassotto nasce dalla sua storia
Per comprendere davvero il carattere del Bassotto, bisogna andare oltre il suo aspetto buffo e apparentemente sproporzionato.
Dietro quel corpo lungo, basso e sorprendentemente atletico esiste infatti un cane selezionato per lavorare nel mondo reale.
Non nel salotto.
Non sui social network.
Non sulle coperte decorate con frasi come “Home is where my dog is”, anche se naturalmente finirà per impossessarsi pure di quelle.
Il Bassotto è nato per affrontare terra, odori, cunicoli stretti e decisioni prese nel buio.
Per secoli è stato utilizzato come cane da caccia in tana, capace di seguire una traccia, entrare sottoterra e confrontarsi con animali spesso più grandi e forti di lui.
Tassi, volpi e altre creature scarsamente interessate al dialogo costruttivo.
Il Bassotto entrava comunque.
E soprattutto entrava da solo.
Questo dettaglio spiega gran parte della sua personalità.
Perché il Bassotto è così indipendente?
Un cane che lavora lontano dal proprio conduttore deve essere capace di prendere decisioni.
Non può fermarsi davanti a ogni difficoltà e aspettare istruzioni. Deve valutare il terreno, seguire l’odore, affrontare gli ostacoli e trovare autonomamente una soluzione.
L’indipendenza del Bassotto non è quindi un difetto educativo.
È una caratteristica profondamente legata alla sua selezione.
Spiega la sicurezza con cui entra in una stanza.
Spiega perché osserva attentamente le persone prima di decidere come comportarsi.
Spiega quella sua espressione a metà tra il filosofo disilluso e il criminale di provincia che conosce qualcuno in Comune.
E spiega anche perché educarlo richiede qualcosa di più della semplice ripetizione degli esercizi.
Il Bassotto non è costruito per obbedire in modo automatico. Ha bisogno di capire che ciò che gli proponiamo possiede un senso, un vantaggio o almeno una minima dignità narrativa.
Il Bassotto è davvero testardo?
Una delle frasi più frequenti pronunciate dai proprietari è:
“Il mio Bassotto è testardo.”
In realtà, il termine testardo racconta solo una piccola parte della situazione.
Il Bassotto non si oppone necessariamente per il piacere di farlo. Molto più spesso analizza la richiesta e decide se valga davvero la pena seguirla.
Quando un esercizio è poco chiaro, incoerente, noioso o privo di motivazione, tenderà a manifestare il proprio disaccordo con l’eleganza diplomatica di un sindacalista armato di megafono.
Non significa che sia impossibile da educare.
Significa che con lui non basta impartire comandi.
Serve costruire una relazione.
Un Bassotto collabora volentieri quando trova l’attività interessante, quando comprende cosa gli viene richiesto e quando il proprietario riesce a essere coerente senza diventare rigido.
Il problema, quindi, non è eliminare la sua personalità.
Il problema è imparare a lavorare insieme a quella personalità senza essere travolti dalla sua onda d’urto.
Un cane intelligente che prende sé stesso molto sul serio
Il Bassotto possiede una qualità rara: prende sé stesso estremamente sul serio.
Anche quando corre sul pavimento di casa come un piccolo missile con problemi di navigazione.
Anche quando si infila sotto una coperta e si convince di essere diventato invisibile.
Anche quando pattuglia il giardino come se gli fosse stata affidata la sicurezza di un confine strategico internazionale.
Ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui vivere con un Bassotto è così divertente.
Lui non sta cercando di fare il clown.
Non interpreta un personaggio per ottenere approvazione.
È sinceramente convinto che ogni sua scelta abbia perfettamente senso.
Quando abbaia alla foglia sospetta, protegge la famiglia.
Quando scava una buca al centro del prato, conduce un’indagine.
Quando ruba il posto migliore sul divano, ristabilisce il corretto ordine sociale.
Il risultato quotidiano è spesso un miscuglio di intelligenza, ostinazione e caos organizzato. Una specie di amministrazione comunale molto efficiente, ma gestita da un cane lungo quaranta centimetri.
Come educare un Bassotto senza spegnerne il carattere
Educare un Bassotto non significa renderlo più docile, passivo o dipendente.
Significa insegnargli a usare bene le sue capacità.
Questo cane ha bisogno di regole chiare, ma anche di attività che coinvolgano davvero la sua mente. Ripetere continuamente gli stessi esercizi può annoiarlo e ridurre la collaborazione.
È quindi utile alternare il lavoro educativo con esperienze differenti:
- passeggiate esplorative;
- giochi di ricerca olfattiva;
- piste semplici;
- problem solving;
- esercizi di autocontrollo;
- attività condivise nella vita quotidiana.
Il Bassotto deve imparare a seguirci, ma deve anche continuare a sentirsi competente.
Una buona educazione non cancella l’indipendenza. La trasforma in capacità di scelta.
Non elimina l’iniziativa. Le offre una direzione.
Non spegne il cane. Gli insegna a muoversi nel mondo insieme a noi senza tentare di riorganizzarlo completamente entro l’ora di cena.
Il bisogno di usare il naso
Tra le esigenze più importanti del Bassotto c’è sicuramente quella di annusare ed esplorare.
Il fiuto non è un passatempo secondario. È una parte centrale della sua identità.
Permettergli di seguire odori, cercare piccoli oggetti o affrontare brevi piste significa offrirgli un’attività naturale, appagante e capace di migliorare anche la relazione con il proprietario.
Un Bassotto che usa regolarmente il naso tende a essere più soddisfatto, concentrato e disponibile alla collaborazione.
Naturalmente resterà convinto di sapere più cose di te.
Ma almeno avrà avuto una giornata produttiva.
Le attività olfattive possono essere inserite facilmente nella vita quotidiana, anche senza praticare discipline sportive. È possibile nascondere alcuni bocconcini in casa, creare piccole ricerche in giardino oppure lasciare che il cane esplori con calma durante la passeggiata.
Il punto non è stancarlo fisicamente fino a trasformarlo in un soprammobile ansimante.
Il punto è permettergli di fare ciò per cui è stato selezionato: raccogliere informazioni attraverso il naso e utilizzarle per prendere decisioni.
Il Bassotto ha bisogno di sentirsi parte della famiglia
Pur essendo indipendente, il Bassotto costruisce spesso un legame molto intenso con le persone di riferimento.
Vuole partecipare.
Vuole sapere cosa accade.
Vuole essere coinvolto nella vita della casa, anche quando nessuno ha ufficialmente richiesto il suo intervento.
Può seguire il proprietario da una stanza all’altra, controllare gli spostamenti della famiglia e manifestare una certa disapprovazione quando qualcosa viene deciso senza consultarlo.
Questo coinvolgimento non deve però trasformarsi in dipendenza.
È importante insegnare al Bassotto anche a riposare, aspettare e rimanere tranquillo senza dover controllare continuamente ogni movimento umano.
La relazione migliore non è quella in cui cane e proprietario vivono incollati come due partecipanti a una gara di ballo particolarmente lunga.
È quella in cui esistono fiducia, collaborazione e autonomia.
Vivere con un Bassotto significa accettare una personalità enorme
Il Bassotto è piccolo soltanto secondo criteri strettamente geometrici.
Dal punto di vista della personalità occupa molto più spazio.
È coraggioso, curioso, divertente, intenso e spesso sorprendentemente sensibile. Può mostrarsi sicuro in alcune situazioni e prudente in altre. Può affrontare un sentiero nel bosco con la determinazione di un esploratore ottocentesco e poi considerare una pozzanghera un’insopportabile violazione dei diritti civili.
Conoscerlo significa imparare a leggere queste contraddizioni.
Significa smettere di considerarlo semplicemente un cane simpatico dal corpo lungo e iniziare a riconoscere il piccolo cane da lavoro che continua a vivere dentro di lui.
Un cane che ha bisogno di usare il naso.
Di esplorare.
Di risolvere problemi.
Di avere regole comprensibili.
Di sentirsi coinvolto.
E soprattutto di essere rispettato per ciò che è.
Perché sotto quell’aspetto buffo, compatto e vagamente improbabile vive ancora un cane convinto che il mondo sia un posto da attraversare in avanti.
Con coraggio.
Con curiosità.
E con una quantità assolutamente ingiustificata di personalità.
Domande frequenti sul carattere del Bassotto
Il Bassotto è un cane difficile da educare?
Non è necessariamente difficile, ma richiede coerenza, motivazione e varietà. Risponde meglio a un’educazione basata sulla relazione e sulla collaborazione rispetto a metodi ripetitivi o eccessivamente rigidi.
Perché il Bassotto non obbedisce sempre?
La sua selezione lo ha reso autonomo e capace di prendere decisioni. Quando una richiesta non è chiara o interessante, può scegliere di ignorarla. È quindi importante lavorare sulla motivazione e sulla comprensione dell’esercizio.
Il Bassotto ha bisogno di molto movimento?
Ha bisogno di movimento regolare, ma soprattutto di esperienze di qualità. Passeggiate, esplorazione e attività olfattive sono particolarmente adatte. L’attività deve essere calibrata anche in base all’età e alle condizioni fisiche del cane.
Il Bassotto è adatto alla vita in appartamento?
Può vivere bene in appartamento, purché abbia occasioni quotidiane per uscire, esplorare e svolgere attività mentali. Le dimensioni ridotte non significano bisogni ridotti.
Quali attività sono più adatte al Bassotto?
Le attività di fiuto, le piste, le ricerche, i giochi di problem solving e le passeggiate esplorative valorizzano le sue capacità naturali e aiutano a costruire una relazione equilibrata.


