Il quinto elemento

maxresdefaultLeeloo (Milla Jovovich) è la splendida creatura inviata sulla Terra dai custodi delle quattro pietre (che rappresentano i quattro elementi, terra, acqua, vento e fuoco) Leeloo è il quinto elemento che, unito ai precedenti, difenderà il pianeta da una terribile minaccia: il male supremo, sotto forma di una gigantesca palla infuocata, ha infatti deciso di distruggere ogni forma di vita.

 

Naturalmente le cose non vanno come previsto e Leeloo precipita letteralmente tra le braccia di un taxista (Bruce Willis) che, neanche a dirlo, la salva e l’aiuta a compiere la sua missione; recuperare le pietre (che intanto sono state rubate dai cattivi) e unire i cinque elementi in modo che assieme sprigionino l’energia necessaria per distruggere una volta per tutte il male supremo.

 

Il messaggio del film (a parte quanto sia fico Bruce Willis e quanto sia gnocca Milla Jovovich) è che quando tutti gli elementi dell’universo sono uniti armonicamente è possibile sviluppare un potenziale inimmaginabile. Al contrario ogni elemento, se preso singolarmente, ha delle risorse limitate.

 

Nell’universo del nostro cane è importante imparare ad unire i diversi elementi per avere un rapporto corretto, sviluppare la giusta comunicazione, creare feeling e poterlo aiutare nel caso di problematiche comportamentali (o farci aiutare da lui in caso di problemi psicologici nostri).

 

  1. Il primo mondo è quello tecnico ed è dove di solito concentriamo la maggior parte delle nostre energie insegnando al cane degli esercizi e i relativi comandi ai quali rispondere prontamente (seduto, terra, resta, vieni). Cerchiamo la migliore metodologia, gli stimoli adatti (cibo, pallina, preda), i movimenti (come accompagnare il cane in posizione), gli aiuti ecc…
  2. Il secondo aspetto riguarda lo stato d’animo e cioè quanta passione, pazienza e disponibilità abbiamo nei confronti di un essere che, probabilmente, non capisce o non ha alcuna intenzione di adattarsi a ciò che per noi è il modello di cane perfetto.
  3. Il terzo elemento è costituito dal nostro corpo. È importante dedicare del tempo per comprendere come muoverci in maniera naturale e come far corrispondere i messaggi verbali e le nostre richieste a quello che il nostro corpo sta indicando. Diamo spesso dei segnali contrastanti che non fanno altro che mandare in confusione il nostro amico. Un movimento fluido, con le spalle sempre ben dirette verso la nostra meta e la testa che fa altrettanto sono un’attrazione irresistibile per il cane a contrario di un corpo che continua a girarsi verso di lui e una testa che è dappertutto tranne dove dovrebbe essere.

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    Energia diretta verso il meraviglioso mondo
  4. Il quarto mondo che condiziona in parte il nostro lavoro e le nostre esigenze è quello sociale. Ciò che desideriamo dal nostro cane è quello che interessa a noi o siamo condizionati dal giudizio degli altri? Per il nostro amico è importante sentirsi accettato come Essere prima di accettare le nostre richiesta di un eventuale cambiamento. Scandalizzarsi se un cane da pastore (in mancanza di pecore) comincia a provare a radunare qualcos’altro (comprese le auto in movimento) non aiuta certo a migliorare la situazione. Accettare la sua natura e capire le sue difficoltà non esclude la richiesta di modificare il suo comportamento ma solo prevede di avere un atteggiamento di maggiore comprensione e pazienza.
  1. Il nostro quinto elemento è quello emotivo. I cani a volte fanno fatica a leggere le nostre emozioni perché non sempre sono chiare e pulite. Occuparsi e Preoccuparsi per il nostro fedele compagno sono infatti due comportamenti ben definiti. Chi si occupa è felice di poter dare una mano al prossimo e cosciente dei propri limiti; è sempre attento ma mai assillante e tendente ad investire sull’indipendenza altrui. La preoccupazione è tipica di chi ha bisogno di un legame morboso con poca fiducia verso il prossimo. Il livello di stress è sempre alto in queste persone come pure l’autocritica.

Proviamo a scandagliare questi elementi singolarmente e quando sentiamo di padroneggiarli (almeno in parte) cominciamo ad unirli senza mai forzare ma con ben in mente la sensazione che vogliamo provare alla fine del nostro percorso:

            UNIONE e ARMONIA

Riepilogo:

  1. Impariamo le tecniche e la metodologia corretta usando i giusti stimoli per insegnare al cane ciò che vogliamo.
  2. Cerchiamo di essere pazienti e costanti nel lavoro.
  3. Guardiamoci e cerchiamo di capire cosa esprimono le nostre posture. Spalle diritte e testa rivolta in avanti sono segno di fiducia in quello che facciamo.
  4. Studiamo bene gli istinti del nostro amico e adattiamoci quando abbiamo delle richieste difficili.
  5. Siamo più felici di stare semplicemente con lui e consideriamolo come un essere e non come un bambino.

 

Buon lavoro

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