I reduci del lockdown

Negli ultimi giorni mi è capitato di discutere spesso con i miei adorabili amici a quattro zampe in quanto iniziano a non avere più grande fiducia sulla gestione di questa emergenza (soprattutto delle lezioni on line).

La LORO opinione è che c’è decisamente qualcosa che non torna e che fa venire qualche dubbio non solo sulle capacità di affrontare situazioni particolari ma anche sulla salute mentale di chi si sta ingegnando (inutilmente sempre a LORO parere) a gestire questa situazione.

I cani non sono negazionisti ne tantomeno complottisti ma sono fortemente sopravvivezionisti e il loro parere è che stiamo davvero dimostrando di non avere diritto a sopravvivere.

La loro tesi è semplice; in natura è il più capace che prende in mano la situazione quando c’è un’emergenza in modo che le decisioni siano più intelligenti possibile.

C’è addirittura qualche estremista (sempre tra i cani) che pensa che prendere l’auto e recarsi in montagna per passare una giornata all’aria aperta sia totalmente innocuo (che ingenui) o addirittura possa essere benefico (poverini credono che una corretta attività fisica possa migliorare le nostre difese immunitarie).

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Aggiungi un posto a tavola

Tra le varie conquiste che il nostro amico cane può vantare durante la sua millenaria convivenza con l’uomo una delle più importanti è la condivisione completa degli spazi: camera, letto, divano e, perché no, anche la tavola…..

Probabilmente è la regola più conosciuta al mondo (non dare da mangiare al cane da tavola) ma, alla fine, chi la rispetta davvero?

Nel caso volessimo appagare la nostra necessità di condivisione (dando il nostro cibo al cane) possiamo bypassare in qualche modo il problema principale (cioè il cane così si vizia e poi starà sempre vicino alla tavola a mendicare) con un divertente stratagemma.

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Milone di Crotone, pazienza e attenzione

La storia di Milone di Crotone si colloca nel 500 d.c. e narra la straordinaria forza di questo pluri dominatore delle olimpiadi nonché eroe di guerra e di altre imprese leggendarie.

Il segreto di tale potenza pare fosse dovuto alla sua particolare tecnica di allenamento che consisteva nel portare tutti i giorni sulle spalla un vitello. Man mano che il vitello cresceva anche la forza di Milone si sviluppava fino a che un giorno non fu in grado di sollevare un Toro.

Mi piace questa storia perché è indicativa e mi fa capire ciò che più influenza un risultato nel nostro lavoro:

  1. Costanza
  2. Estrema gradualità.
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